Tutto quello che ruota intorno alle barche a vela è sicuramente affascinante e può suscitare interesse anche tra chi non è un esperto di questo mondo ma, se c’è una cosa su cui porre molta attenzione prima di avventurarsi in mare, è la conoscenza delle manovre principali.

In questo articolo esamineremo le varie andature, le tecniche di ormeggio, il recupero dell’uomo a mare e molte altre caratteristiche che concorrono a rendere la navigazione più sicura ed appagante.

Virata e strambata

Virare e strambare sono i due termini tecnici che indicano la direzione in cui si vuole manovrare la barca e modificare l’andatura. Quest’ultima invece è definita dall’angolo tra la direzione del vento e l’asse longitudinale della barca. A seconda dell’andatura la barca si muove diversamente e le vele devono essere regolate di conseguenza. Le principali andature sono:

  • Bolina: le vele sono cazzate al massimo e la barca naviga controvento con un angolo di circa 45/55 gradi.
  • Traverso: qui invece le vele sono per lo più lascate e il vento soffia perpendicolarmente alla barca.
  • Lasco: La barca naviga con un angolo compreso tra i 90 e 135 gradi e le vele sono lascate ulteriormente. La velocità di navigazione, di conseguenza, accelera.
  • Poppa: le vele sono totalmente lascate e la barca naviga nella stessa direzione del vento.

Manovre di ormeggio

Le manovre di ormeggio in banchina sono da sempre le più temute, soprattutto per i velisti alle prime armi. Queste richiedono infatti particolare attenzione, soprattutto se in presenza di vento e corrente, e si dividono in:

  • Ormeggio di poppa: prevede che la barca venga ormeggiata con la poppa rivolta verso la banchina. È probabilmente quello più diffuso tra i diportisti ma anche quello più temuto poiché richiede maggiore attenzione.
  • Ormeggio di prua: la barca viene ormeggiata con la prua in banchina. È la tipologia di ormeggio più semplice, soprattutto in caso di vento forte, condizioni metereologiche impegnative ed equipaggio ridotto.
  • Ormeggio all’inglese: viene effettuato con la fiancata verso la banchina. È abbastanza semplice e viene per lo più utilizzato per lo scarico di persone e/o merci.

Seppur concettualmente diversissimo, anche l’ancoraggio in rada rientra all’interno delle manovre d’ormeggio. Leggi il nostro articolo dedicato per scoprire di più al riguardo.

La presa di terzaroli

È una manovra abbastanza complicata poiché viene normalmente effettuata in condizioni forte mare e vento. Terzarolare infatti significa ridurre la superficie velica esposta al vento per potare la barca in sicurezza in caso di vento forte. Per fare ciò, occorre a sua volta ridurre la randa in una o più parti, ripiegandola su stessa oppure, se presente, utilizzando l’avvolgiranda.

Il recupero dell’uomo a mare

Le manovre per recuperare l’uomo in mare sono da decidersi in funzione del tempo trascorso dal momento della caduta al momento dell’inizio della manovra di recupero. Inoltre, la tempestività e la coordinazione dell’equipaggio sono fondamentali per garantire un recupero quanto più veloce e sicuro.  Chiunque a bordo assista alla caduta di un uomo in mare deve fare tre cose, nel seguente ordine: fissare la posizione della caduta, gridare “uomo in mare” e lanciare i dispositivi galleggianti. In nessun caso, qualunque sia il motivo, deve distogliere lo sguardo dal naufrago.

Speriamo che questo articolo possa esserti stato utile e che abbia sollevato l’importanza di conoscere queste manovre così fondamentali al fine di garantire un’esperienza in mare sicura e divertente.